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martedì 4 novembre 2014

Il pregiudizio verso l'obesità (parte seconda)

Le società occidentali, che valorizzano la forma fisica e l’apparire, attribuiscono alle persone obese stereotipi negativi non sempre corrispondenti al vero. 

Negli adulti la discriminazione può avvenire in ogni ambito: familiare, universitario, lavorativo, socio-relazionale, addirittura sanitario. 

In ambito lavorativo ad esempio, le persone obese trovano più difficoltà nell’inserimento e nel fare carriera, in ambito socio-relazionale il timore di essere respinti può spingere la persona ad evitare attività ricreative o sportive, o ad accettare relazioni insoddisfacenti, nella convinzione di non poter meritare di meglio. 

Anche i professionisti della salute non sono immuni dai bias sul peso; un dato allarmante dal momento che le persone obese spesso si rivolgono a diversi specialisti a causa delle complicanze mediche dovute all’eccesso di peso. 


Lo stigma verso l’ obesità nella sanità può avere ricadute importanti per la salute in quanto può portare chi lo subisce a ritardare o evitare cure mediche e di prevenzione, per il timore di essere colpevolizzati. 

Alla base di tali stereotipi vi è l’idea che il peso sia sotto il controllo dell’individuo e che ognuno sia responsabile della propria condizione. Questa idea, oltre che da fattori culturali, è rinforzata dai numerosi messaggi pubblicitari ingannevoli che vedono la perdita di peso come qualcosa di raggiungibile attraverso l’impegno e la forza di volontà.



Riferimenti:

Brownell KD, Puhl RM et al – Weight bias: nature, consequences and remedies. New York 2005. The Guildford Press

Puhl R, Brownell KD – Confronting and coping with weight stigma: an investigation of overweight and obese individuals. Obesity 14, 1802-1815, 2006.

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