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venerdì 13 febbraio 2015

Emozioni e cibo: Ansia e paura

Proviamo paura quando percepiamo o ipotizziamo una minaccia ad un nostro scopo (Lorenzini, Sassaroli 2000). 


La funzione della paura è preventiva, dispone infatti l’organismo ad agire affinché il pericolo non si realizzi. 


L’ansia ha lo stesso scopo della paura e anche lo stesso tipo di attivazione tanto da poter parlare di una unica emozione. La differenza sta nella consistenza della minaccia. Quanto più la minaccia è definita e tanto più si parla di paura, mentre quanto più è indefinita e tanto più si parla di ansia. Un’ulteriore differenza consiste nel fatto che la paura è maggiormente legata a situazioni presenti, mentre l’ansia è più spostata verso eventi non immediati ed infatti in essa l’attivazione corporea è meno massiccia e pervasiva.  


Tra le emozioni l’ansia è quella da più tempo associata all’alimentazione (Abramson, 1993). L’ansia infatti con il suo corteo di sintomi (costrizione epigastrica, tachicardia, sudorazione, debolezza, vertigine) viene spesso confusa con la fame per cui la persona mangia nel tentativo di recuperare le energie e far scomparire le emozioni sgradevoli. 


Anche in questo caso gli effetti  positivi legati al cibo portano al perpetuarsi del comportamento e fa diventare il cibo come un ansiolitico che calma tutto. Tale effetto è solo temporaneo e non ci fa capire cosa ci succede veramente riconoscendo l’emozione che proviamo e mettendo in atto strategie di coping diverse.

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