La salute vien mangiando: cibo solo come prevenzione o anche come cura?
L’alimentazione gioca un ruolo cruciale sia nell’insorgenza
di molte malattie sia nella loro guarigione. L’ultimo congresso degli
epidemiologi italiani ha fatto il punto sull’argomento. Ecco in sintesi i consigli alla luce dei più recenti studi scientifici:
Mangiare meglio, ma anche meno: i vantaggi della restrizione calorica (se necessaria)
Abbattere del 50-70% i consumi di carne: ma no all'eliminazione totale
Consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno
Ben più di due millenni di anni fa Ippocrate aveva detto “il
cibo sia la tua medicina e la tua medicina il cibo”, intendendo cioè che esiste
un cibo per prevenire e un cibo per curare.
Ad oggi la scienza ha ampiamente
confermato che l’alimentazione è in grado di svolgere un ruolo importante non
solo nella prevenzione, o al contrario nella comparsa, ma anche quando la
malattia si è già manifestata, facilitandone la guarigione o al contrario
aggravandone il decorso. Un esempio? E’ ormai noto che le cellule tumorali
divorano molto più glucosio (zucchero semplice) rispetto alle cellule normali,
pertanto per il malato di tumore assumere cibi che fanno aumentare la glicemia
quali zuccheri semplici, carboidrati raffinati e grassi saturi significa
regalare carburante alla malattia, cosa che può portare ad un peggioramento
della prognosi.
Stefania Salmaso, direttrice del Centro nazionale di
epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’istituto
superiore di sanità (Iss) spiega: «Peccato che, diversamente da quello accade
con le malattie cardiovascolari, per le quali i medici e sanitari qualificati
dispensano puntualmente consigli nutrizionali ai pazienti, solo raramente si
trovano oncologi che facciano altrettanto, a meno che non si tratti di un
tumore dell’apparato digerente. E’ necessario un nuovo approccio che sia al
passo con le evidenze scientifiche. E vanno anche incoraggiati gli studi in
questo settore»
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