La salute vien mangiando: a tavola con la dieta mediterranea
Ce la invidiano in tutto il mondo e nel 2010 è stata
iscritta dall’Unesco nel patrimonio culturale dell’umanità.
I primi a scoprire
le potenzialità della dieta mediterranea sono stati due medici americani, alla
fine della seconda guerra mondiale, il fisiologo Ancel Keys e il cardiologo
Paul D. White. Notarono che negli ospedali napoletani l’incidenza degli
infartuati era inferiore rispetto a quella rilevata negli stessi di Boston. Lo
stesso succedeva tra gli immigrati trasferiti negli Usa dal sud Italia. Da
allora la Dieta Mediterranea è diventata un baluardo della prevenzione.
Tuttavia non è un modello privo di difetti. Ecco di seguito
alcune migliorie proposte dall’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare in
grado di renderla ancora più salutare
PIU’ VEGETALI E MAGGIORE VARIETA’
Variando gli alimenti non solo beneficiamo
di tutte le sostanze che ci servono, ma evitiamo di assumerne qualcuna in
eccesso (cosa che capita spesso a chi
opta per una dieta monotona). La natura ci dona una vasta ricchezza di scelta
di vegetali; per cui è bene approfittare della varietà di cereali e legumi e di
tutta l’offerta stagionale di frutta e verdura fresche!
PIU’ PESCE E MENO CARNE
Nonostante ultimamente si sia parlato quasi
in termini di messa al bando delle carni rosse (ovine, suine e bovine, compreso
il vitello) che sono state classificate come “probabile cancerogeno”,
eliminarla del tutto non è la scelta più auspicabile. Gli autori della ricerca
sottolineano che “ la carne è un alimento dall’elevato valore nutritivo, non
indispensabile, ma i pratica difficilmente sostituibile, poiché è una fonte
primaria di alcuni nutrienti e micronutrienti (vitamina B12, zinco, selenio, niacina,
riboflavina e ferro)”.
La raccomandazione è che si mantenga, tra carni rosse e
bianche, un rapporto
rispettivamente di 1 a 4 (circa non più di 100g di carne
rossa a settimana).
Per quanto riguarda il pesce sarebbe auspicabile un aumento
del consumo settimanale ad almeno due volte (circa 150g per porzione).
PIU’ CEREALI INTEGRALI E MENO FARINE RAFFINATE
Le farine raffinate hanno un indice
glicemico alto, cioè fanno alzare molto la glicemia e la fanno alzare anche più
velocemente. Lo stesso fanno soprattutto zucchero, patate e bevande zuccherate.
Inoltre con la raffinazione si perdono fibre, vitamine, acidi grassi essenziali
e altri nutrienti.
E’ importante
prediligere i cereali integrali perché hanno un indice glicemico più basso e
mantengono intatto il loro contenuto in fibre, vitamine e sali minerali.
MENO ZUCCHERI SEMPLICI
Gli zuccheri semplici non dovrebbero
superare il 10% dell’introito calorico giornaliero. Occorre moderazione!
Riassumendo, il codice europeo contro il
cancro stilato nel 2014 dall’Iarc afferma: «Mangia principalmente cereali
integrali, legumi, verdura e frutta. Limita i cibi molto calorici (cibi ricchi
di zuccheri e grassi) ed evita le bevande zuccherate. Evita le carni
conservate, limita la carne rossa ed i cibi ricchi di sale».
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